About
BENNU è un progetto di moda responsabile e indipendente che lavora sulla memoria della materia, fondato nel 2021 da Niccolò Chiuppesi.
Ogni collezione nasce dalla ricerca di tessuti d’archivio, materiali deadstock e capi invenduti provenienti dai distretti tessili italiani, trasformati attraverso un processo di recupero che unisce memoria, artigianato e visione contemporanea. Ciò che è stato scartato o lasciato indietro viene reinterpretato attraverso una visione contemporanea, trasformandosi in capi essenziali, destinati a durare nel tempo.
Il nome del progetto deriva dall’uccello sacro della mitologia egizia simbolo di rinascita e trasformazione. È da questa immagine archetipica che nasce l’identità del brand: dare nuova vita a ciò che esiste già, preservando il valore della materia, del tempo e delle storie custodite nei tessuti.
BENNU immagina un guardaroba essenziale, senza eccessi, in cui ogni capo porta con sé una traccia del passato e diventa espressione di una sensibilità contemporanea.
Le collezioni fondono tradizione sartoriale italiana, cultura visiva, memoria personale e attenzione sociale e ambientale, dove ogni cucitura rappresenta un legame tra ciò che è stato e ciò che può ancora diventare.
Visione
BENNU affonda le proprie radici nella campagna toscana, tra la Val d’Orcia e la Val di Chiana.
Luoghi segnati da ritmi lenti, silenzi, lavoro agricolo e architetture essenziali.
È da questa dimensione che nasce l’identità del brand: osservare il presente attraverso la memoria dei luoghi e delle persone. Le immagini quotidiane si sovrappongono ai ricordi, i colori si attenuano nel tempo, i frammenti di vita continuano a esistere dentro di noi.
Il paesaggio diventa parte integrante della ricerca estetica: colori consumati dal sole, superfici vissute, materiali che portano i segni del tempo influenzano il design delle collezioni. Le forme sono essenziali, i dettagli ridotti al necessario, le cuciture visibili diventano tracce narrative e segni di ciò che resta.
BENNU racconta una bellezza imperfetta, lontana dall’eccesso e dall’omologazione, un viaggio interiore dell’individuo, un rapporto tra radice e trasformazione, tra appartenenza e cambiamento.
Responsabilità sociale e ambientale
La responsabilità non è un linguaggio estetico, ma il fondamento stesso del progetto: BENNU realizza le proprie collezioni utilizzando esclusivamente tessuti d’archivio, rimanenze di produzione e capi invenduti.
La scelta di lavorare con materiali esistenti nasce dalla volontà di ridurre l’impatto ambientale legato alla sovrapproduzione e di promuovere un modello più consapevole e lento. La disponibilità limitata dei materiali rende ogni collezione naturalmente limitata, valorizzando l’unicità di ogni capo.
Le produzioni sono affidate a laboratori indipendenti e sartorie sociali italiane che condividono gli stessi valori di rispetto, dignità del lavoro e qualità artigianale.
Salvaguardia del paesaggio
Per BENNU il paesaggio non è uno sfondo, ma una memoria viva, parte integrante della propria identità culturale: è il luogo in cui identità, cultura e tempo si sedimentano, lasciando tracce visibili nelle architetture, nei gesti quotidiani, nei materiali e nelle persone.
Il brand nasce in territori segnati da un equilibrio fragile, dove la bellezza costruita nei secoli rischia continuamente di dissolversi sotto la pressione della gentrificazione, della cementificazione e dell’omologazione contemporanea. Borghi trasformati in superfici senz’anima, campagne svuotate della propria funzione originaria, luoghi privati lentamente della loro memoria collettiva.
Ogni collezione diventa anche un atto di resistenza: un tentativo di preservare il legame profondo tra uomo, territorio e memoria, in cui recuperare tessuti esistenti significa anche recuperare storie, tradizioni manifatturiere e identità locali che il tempo e il consumo rapido tendono a cancellare.
Il brand sostiene una visione del futuro che non separa progresso e radici, ma li mette in dialogo: preservare un paesaggio per custodire il senso di appartenenza che lo abita, difendere la complessità dei luoghi contro la loro semplificazione, riconoscere valore in ciò che esiste già invece di sostituirlo continuamente.
In BENNU la salvaguardia del paesaggio è un gesto culturale, politico e umano: un modo di abitare il presente senza interrompere il dialogo con ciò che ci ha preceduti.
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